Caro Sindaco, ti scrivo …

Caro Avv. Pasquale Piccolo,
e’ oramai passato più di un anno da quando hai preso in mano le redini amministrative della nostra amata città. Se ricordi, fui il primo a farti i complimenti per la vittoria, all’epoca ero colmo di speranze e aspettative, ed ero anche cosciente (a differenza forse di altri anche a te vicini) delle condizioni disastrose in cui versava la città, abbandonata per anni a se stessa da chi ti ha preceduto.
Ti aspettava un compito arduo, ma, da giovane politico, forse ingenuo, mi ero ripromesso, per quanto possibile, di fornirti un aiuto. Avrei voluto trovarmi dalla tua parte laddove venissero fatti esclusivamente gli interessi dei cittadini, cosi come sarei stato il tuo strenuo e insopportabile oppositore nel momento in cui tali interessi restassero inascoltati.
Purtroppo hai cominciato subito col piede sbagliato, hai voluto vincere a tutti i costi, coalizzandoti con liste eterogenee (alcune delle quali avevano contribuito allo sfascio che ti ha preceduto) e che avevano come unico obbiettivo quello di conquistare un piccolo pezzetto di potere. Tant’è che sin da subito, alcuni di loro, hanno comiciato a tirarti per la giacchetta per avere questo o quell’assessorato, quella delega o quell’incarico. Ricordo il consiglio comunale dove tre consiglieri lasciarono l’aula e tu inveivi contro uno di loro al grido di “bugiardo”!
Ricordo la nostra proposta decoro urbano da te in un primo momento sostenuta, davanti ai miei occhi resta sempre quella delibera mai attuata. Mai attuata perché ci siamo permessi di sollevare la questione quote rosa. Ci preoccupavamo (e tutt’oggi ci preoccupiamo) semplicemente della validità degli atti di giunta, ci preoccupiamo per il paese, ma non avevamo ancora capito che l’unica preoccupazione di un certo modo di fare politica era la spartizione delle poltrone.
Ci ha fatto male quando ci sono stati negati gli atti in merito in comune, hai ribadito che nulla era arrivato, per poi scoprire che c’erano stati due interventi del prefetto ed uno del difensore civico regionale. Dopo le indiscrezioni di stampa ti sei impegnato a metterti in regola, ma per il momento ancora nulla, la giunta resta quella illegittima e irregolare. Ancor di più mi ha fatto male sapere che secondo la tua visione nessuna donna sommese avesse voluto ricoprire quel ruolo, ma ti assicuro che Somma Vesuviana è piena di donne che hanno la volontà e le carte in regola per svolgere in modo brillante, con competenza e preparazione il ruolo di assessore in qualsiasi ramo. Non abbiamo bisogno di donne imposte dall’alto e che provengono da altri paesi, che nulla sanno della situazione della città!
Ricordo le tue firme in piazza, per l’acqua pubblica e la rateizzazione della Tari: credo che in politica la parola e la firma di un uomo abbiano un valore essenziale, mi ha fatto male che tali provvedimenti non siano stati presi, provvedimenti validi, fattibili e che avrebbero fatto gli interessi della cittadinanza (soprattutto quella più debole), però credo che tali interessi però siano in contrasto con quelli di qualche consigliere della tua maggioranza e quindi che si fa? Deludiamo i cittadini o i miei consiglieri? La risposta è palese ed è agli occhi di tutti (solito spot preelettorale).
Ricordo l’entusiasmo dei giovani sommesi che ti avevano dato fiducia e credibilità, ed hanno lavorato come muli alla sistemazione di Piazza Europa per poi essere lasciati a loro stessi, sedotti e abbandonati dall’improvvisazione e dalla voglia di fare troppo presto e quindi male di alcuni tuoi assessori.
Ricordo la vicenda del bando per il posto di dirigente, che qualcuno ha definito bando “pezzotto”, vicenda conclusasi con le dimissioni immediate del vincitore del “concorso”.
Ricordo le tue parole al confronto tra sindaci dove promettevi una “spending rewiew”, spending rewiew che poteva essere attuata col taglio dello staff, col l’affidamento degli incarichi ai dirigenti interni, con l’affidamento interno dei tributi, con la razionalizzaione delle risorse. Invece nulla! Ce ne siamo usciti col solito anticipo di cassa Geset, col solito ulteriore indebitamento da passare alle future generazioni di contribuenti.
Ricordo i famosi divieti al Rione Raimondi, dove per poco non hai causato una sommossa degli abitanti del quartiere.
Stai pagando le tue cambiali elettorali nominando, ad esempio, nelle commissioni e nel nucleo valutazione tuoi sostenitori, candidati o amici e parenti di essi (Vedi Nucleo Valutazione o Commissione Pari Opportunità).
D’altronde sapevi fin dal primo momento che la “grosse koalition” ti avrebbe procurato una facile vittoria alle elezioni ma con una serie di conseguenze nefaste. Per la serie: “chi è causa del suo male pianga sé stesso”.
Ma per il resto cosa è stato fatto? Le strade sono le stesse di anni fa, le opere incompiute restano sempre quelle, con l’aggiunta delle Porte del Parco, spazio chiuso da mesi, e che da parcheggio (con tanto di parcheggiatore abusivo) per gli abitanti di via San Giovanni de Matha si è trasformato in un ostello per il povero cittadino sommese costretto a vivere in auto da mesi, nell’indifferenza totale dei servizi sociali. Quando piove le strade delle periferie si trasformano in piccoli torrenti, le tasse aumentano e i servizi diminuiscono, i membri della tua maggioranza litigano sui social e puntano spesso il dito sul tuo vice, agnello sacrificale vittima spesso di attacchi personali che nulla c’entrano con la politica.
Parla con i dipendenti comunali, ascolta le loro esigenze, cerca di capire cosa va e cosa non va nella macchina amministrativa, sono persone che svolgono questo mestiere da anni e che magari ne sanno più di noi, ricorda loro che siete una squadra e se del caso fatti rispettare!
Le persone hanno bisogno di umanità, consiglia a chi ti circonda di essere più umile e tenere a mente che svolge un’attività di servizio e non di comando alla cittadinanza.
E ci sarebbe tanto altro, ma ti scrivo questa lettera per chiederti di non costringerci a spendere il nostro tempo e le nostre energie per segnalare giunte illegittime o delibere non attuate. Lascia che i cittadini non siano semplici controllori, ma partecipino alla risoluzione dei problemi che quotidianamente vivono e permettici di contribuire a migliorere le nostre condizioni di Vita.

Con affetto.
Ciro Sannino

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