So.fi.coop una vicenda che riguarda tutti Noi

Da circa trent’anni, una delle più importanti e scandalose vicende, che sistematicamente balza agli onori delle cronache cittadine è senza ombra di dubbio la vicenda “So.fi.coop”. Quella che doveva essere un’opportunità di sviluppo per la Città di Somma Vesuviana, con la costruzione di decine di appartamenti per famiglie che avevano i requisiti per entrare nei bandi di c.d. “Edilizia Agevolata”, e la conseguente creazione di un nuovo quartiere (a Via Milano), si è trasformata in una sorta di incubo, una paradossale vicenda giudiziaria civile e penale che mette a repentaglio non solo il diritto alla casa delle 50 famiglie effettivamente coinvolte, ma, tutti noi, per tutta una serie di motivazioni che cercheremo in questa sede di illustrare, seppur in modo sintetico.
Siamo tutti coinvolti poiché la Città di Somma Vesuviana, a seconda dell’andamento di questa vicenda, corre il rischio serissimo di far saltare i conti e di andare incontro ad un esborso di parecchi milioni di euro (tra l’altro già in itinere).

Ma andiamo con ordine:

Nell’ oramai lontano 1979, il Comune di Somma Vesuviana, nell’ambito del bando Regione Campania per l’edilizia agevolata assegna alla So.Fi.Coop., in diritto di proprietà i lotti a costruire siti in via Milano, approvando poi la relativa Convenzione n. 2188 del 14/12/1979;
Obbligo del Comune di Somma Vesuviana era quello di vigilare sul corretto espletamento di realizzazione e vendita di tali abitazioni, ivi comprese tutte le procedure di esproprio e successivi indennizzi ai proprietari dei fondi su cui si sarebbero costruite le nuove palazzine.
Nel corso degli anni la ditta costruttrice sostanzialmente provvedeva a costruire tali appartamenti su terreni non espropriati, terreni quindi ancora di proprietà dei vecchi proprietari terrieri, i quali, si sono visti spossessati delle loro proprietà senza aver ricevuto l’indennizzo dovuto per legge.

Problema n. 1: i vecchi proprietari dei fondi non avendo avuto l’indennizzo dovuto per legge (che doveva essere elargito dalla So.fi.coop.) fanno causa al Comune di Somma Vesuviana il quale aveva l’obbligo di vigilanza sull’intera vicenda, a seguito delle azioni giudiziarie (alcune ancora in corso) ottengono risarcimenti per circa 3.000.000 di euro! (Soldi nostri! Importi forzosamente anticipati dal Comune di Somma Vesuviana sia a “titolo di prezzo di cessione” sia per la realizzazione di opere di urbanizzazione con interessi e rivalutazione come per legge v. nota 12367/11). Soldi che il Comune dovrà recuperare dalla ex So.fi.coop spa, oggi So.fi.coop srl in liquidazione;

Problema n. 2: Nel frattempo la So.fi.coop comincia a costruire le abitazioni e a stipulare contratti preliminari di compravendita tra la stessa e i promittenti acquirenti che, all’atto della stipula erogano la cifra di circa 80.000.000 di vecchie lire, con la promessa di remunerare la restante parte, di circa 60.000.000 di vecchie lire, a mezzo mutuo bancario erogato dal Banco di Napoli a versarsi alla stipula del contratto definitivo. Contratto definitivo che non sarà mai stipulato, in quanto non essendosi provveduto agli espropri, la So.fi.coop non aveva alcun titolo per vendere appartamenti costruiti su un terreno che è rimasto di proprietà dei vecchi proprietari terrieri (fino alle ultime sentenze di risarcimento che assegnano la proprietà degli stessi al Comune di Somma Vesuviana);

Problema n. 3: la restante parte relativa al prezzo di vendita (i famosi rimanenti 60.000.000 di lire relativi ad immobili che non potevano essere venduti) viene ceduta dal Banco di Napoli ad una società di recupero crediti la Sofin, che mette in atto tutte le procedure inerenti il recupero delle cifre anticipate riuscendo ad ottenere lo sgombero delle 50 famiglie dagli appartamenti di cui avevano versato la caparra alla stipula del preliminare e la conseguente vendita all’asta giudiziale degli stessi! (le prime aste ci saranno a maggio 2016).

Lasciando perdere, in questa sede, le molteplici omissioni e connivenze di cui il Comune di Somma Vesuviana si è reso responsabile nel corso degli anni (Basti pensare che, fino a febbraio col conferimento dell’incarico ad un professionista, nulla è stato fatto per il recupero del credito di circa 3.000.000 di Euro che il Comune vanta nei confronti di So.fi.coop), ad oggi i nostri amministratori sono davanti ad una situazione esplosiva che potrebbe potenzialmente far saltare il banco per tutti noi.
Bisogna cercare di evitare lo sgombero delle 50 famiglie per tutta una serie di motivi che, oltre ad essere dettati da ragioni di giustizia, sono dettati principalmente da ragioni economiche volte ad evitare il pagamento di un conto salatissimo da parte delle casse comunali.

Le strade da prendere ad oggi potrebbero essere le seguenti:

  • La revoca della convenzione da parte del Comune. Con questa manovra il Comune revocherebbe la convenzione stipulata a sua tempo con la So.fi.coop e si accollerebbe le spese e gli esborsi elargiti per la costruzione degli immobili, diventando, a questo punto, non solo proprietario del terreno, ma anche delle abitazioni ivi costruite che di fatto potrebbero poi essere finalmente e regolarmente vendute alle 50 famiglie le quali si sono dette, sin da subito, disponibili al pagamento della restante parte cosi come pattuita in contratto preliminare. (Tale soluzione è stata adottata dal Comune di Pollena Trocchia nel lontano 1998, ad oggi il Comune e La So.fi.coop sono ancora in causa); 
  • L’accordo tra Sofin, Comune e proprietari. Con questa soluzione ci sarebbe l’istituzione di un tavolo a 3 che sarebbe volto alla liquidazione del credito vantato da Sofin, tale soluzione però, in sè per sé, non risolverebbe il problema del trasferimento di proprietà delle abitazioni, di fatto, affinchè possa trasferirsi la proprietà dei suddetti appartamenti, in ogni caso, il Comune (essendo proprietario dei fondi sui quali sono stati costruiti) dovrebbe intestarsene la proprietà, sostanzialmente quindi il passaggio da fare dovrebbe essere il seguente: Il Comune acquista il credito da Sofin diventando proprietario degli appartamenti e a sua volta dovrebbe cedere la proprietà degli stessi (dietro pagamento s’intende) agli attuali soggetti stipulanti il preliminare; 
  • Il Comune non fa nulla e permette lo sgombero: Soluzione senza dubbio peggiore da tutti i punti di vista, cosi facendo ci renderemmo complici di una ingiustizia, non solo permetteremo che 50 famiglie si vedano spossessati di un bene per il quale hanno pagato fior di milioni, ma ci esporremmo alla stessa situazione che già si è verificata per i terreni con probabili ricorsi al tar delle 50 famiglie che richiederebbero al Comune indennizzi per i danni subiti in tutti questi anni. Il pericolo concreto è che, da tutta questa situazione, alla fine della fiera gli unici a pagare (oltre alle 50 famiglie direttamente coinvolte) saranno i cittadini di Somma Vesuviana;

Abbiamo già anticipato 3.000.000 di euro facciamo in modo di non anticiparne altrettanti o forse più!
In ogni caso, se mai c’è stato un tempo, negli ultimi anni, in cui la politica deve intervenire per risolvere i problemi dei cittadini il momento è questo!
E quale sede migliore del Consiglio Comunale, la pubblica assise dove i rappresentanti di tutta la cittadinanza discutono delle soluzioni da dare ai problemi di tutti noi!
Ebbene crediamo che quanto prima debba essere convocato un CONSIGLIO COMUNALE MONOTEMATICO per portare a conoscenza dei cittadini la situazione, per comunicare a tutti le strategie volte alla risoluzione del problema e per vedere chi ci sta e chi no a giocare questa difficile partita che però può e deve essere vinta!

La scelta è politica ed è difficile…serve l’aiuto di tutti!
soficoop1

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